Gianni Morandi :” io non faccio parte della storia della musica italiana”

Gianni Morandi non fa parte della storia della musica italiana. Questo è quello che ritiene di se stesso l’artista di Monghidoro, che tra il 2019 e il 2020 terrà una lunga serie di concerti nella sua Bologna per i quali ha scelto una location d’eccezione, quella del Teatro Duse.

Nonostante i 53 milioni di dischi venduti e il successo riscosso con un’escalation senza precedenti, Gianni Morandi pensa di non essere parte della storia della nostra musica poiché interprete e non cantautore, definendosi come uno che ha solo seguito la strada e non l’ha indicata, come invece ha fatto il suo amico fraterno Lucio Dalla.

“Gli artisti che hanno fatto la storia della musica italiana sono Modugno con Volare, i due Lucio, De André.

Io non faccio parte di quella categoria lì.

La storia la fa chi indica la strada non chi la percorre.

Un po’ mi dispiace, ma è andata così”

Queste le parole dell’artista bolognese, che negli anni ha portato in giro per l’Italia l’identità della sua regione e di Bologna, che sembra sentire il peso dei versi scritti dai suoi colleghi e che lui ha solo avuto l’onore e l’onere di interpretare.

Eppure, Gianni Morandi rimane un artista di rara generosità professionale manifestata più volte sul palco, oltre a essere l’unico artista ad aver vinto il Festival di Sanremo per poi averlo presentato. I concerti di Bologna saranno invece l’occasione per ripercorrere una carriera fatta di brani indimenticabili rivisti per chitarra e voce, di fronte a un pubblico che ancora ama ascoltare le canzoni che hanno segnato un’epoca, che ricorda con queste parole.

“Gli anni Sessanta furono magici. Anni gioiosi, che la gente ricorda con piacere, anni giocosi e pieni di speranza.

L’era del boom. Dei frigoriferi e della tv.

Erano anni in cui si sorrideva di più e c’era un senso di collettività ora scomparso.

Oggi si fanno le stesse cose di quell’epoca, si compra la casa ai figli, si spera in un bel lavoro per loro, ma c’è un clima più aspro e più duro”.

Gianni Morandi non fa parte della musica italiana ma è una delle colonne portanti, di quelle che reggono una struttura che altrimenti sarebbe d’argilla e delle quali non avremo potuto fare a meno.

fonte: optima magazine

Autore: Martina Dessì

Dedicato a chi >NON< ama Claudio Baglioni

Pubblichiamo un bellissimo articolo datato 06/09/2004 , scritto da Carolina Capria per rockit.it

Un racconto di una esperienza personale, divertente quanto profonda, che racconta di coloro i quali approcciano o parlano di Baglioni con superficialitá e preconcetti.

Ti stupirai di come le cose scritte da questa brillante giornalista, alla quale facciamo i nostri personali complimenti, siano ancora assolutamente attuali a dustanza di quindici anni.

Buona lettura!

Inizio articolo originale 06/09/2004

Se qualcuno qualche anno fa, anche pochi anni fa, mi avesse detto che sarei andata ad un concerto di Claudio Baglioni e che mi sarei anche divertita, avrei fatto una qualche smorfia e gli avrei risposto che era pazzo. (Baglioni? Quello della maglietta fina e del passerotto? Ma stiamo scherzando!!)

E invece.

E invece ci sono voluti ventiquattro anni perché scoprissi che si può essere leggeri, e giovani, e pazienti con se stessi, e pronti a ricevere le cose belle senza selezionare prima i luoghi dai quali devono provenire.

Giorgio Gaber diceva che il conformista “è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta”.

Mai come in questa sera mi sono sentita dalla parte giusta. E’ un concerto giusto.

Un concerto per tanta gente, che piace a tanta gente, fatto di canzoni che conosce tanta (dai 25 ai 50 tanta sta per tutta) gente.

Un concerto di cui puoi parlare con la prima persona che incontri per strada senza crearti troppi problemi, senza temere che ti risponda “Chi? No, non so chi sia, non l’ho mai sentito”. (Ndr.cosa che oggi accade sempre più  frequentemente)

Silenzio.

E questo è bellissimo. E’ rilassante. Non l’avevo provato mai.

Per quasi tre ore sono stata dalla parte giusta, sono stata dove stanno gli altri.

Ho cantato sorridendo “Mille giorni di te e di me”, per un po’ ho avuto in mano il palloncino rosso (Palloncino? No… dico… palloncino? Ho capito bene?) passatomi dalla sconosciuta signora davanti a me, e ho scoperto che il mondo delle persone che stanno dalla parte giusta è tollerante, sicuramente più tollerante di quello che mi ospita di solito.

Senza gare, senza ricercatezze.

E’ immediato. E io rischiavo di non capirlo.

C’è un posto bellissimo qui. Un anfiteatro fra i ruderi dal quale si vede la costa illuminata e il mare calmo. C’è tantissima gente. Tantissimi colori.

Ragazzi e signori che potrebbero essere i genitori, in alcuni casi anche i nonni, di quei ragazzi.

Baglioni entra solo. Bianco e nero, come al solito. Chitarra e voce.

E’ “Strada Facendo”, una delle mie preferite (Ma si… vai così… tanto ormai non ho dignità da perdere… tanto meno credibilità, ammesso che l’abbia mai avuta…).

E’ onestamente emozionante sentire “troverai, anche tu, un gancio in mezzo al cielo” uscire dalla bocca di chi questa frase semplice l’ha pensata, ed è ancor più emozionante non essere distaccati e lasciarsela scorrere dentro.

Qualcosa mi sfugge. Anni passati a capire quello che mi piace, a dargli lo spazio che gli spettava e a costruirgli attorno una protezione, mi hanno allontanato da questo cinquantenne che da bambina mi faceva cantare.

Conosco qualcosa di recente ma più per violenza mediatica che per scelta. Fa niente. C’è “Tu come stai”, “La vita è adesso”, “Via”, “Sabato pomeriggio”, “Piccolo grande amore”, “Avrai”, “Strada facendo”, e mi basta.

Mi mantengo dalla parte giusta dicendo, in conclusione, un’ovvietà di proporzioni titaniche: i gusti sono gusti. Per me è Baglioni, per un’altra persona ci sarà un altro nome.

Ma a prescindere da quello che l’ attitudine critica ha ricamato sulla personalità di ognuno, ci sono canzoni che sono entrate nella mente anche dei più lontani.

Senza chiedere permesso. Ci sono frasi, e successioni di note, e passaggi, che hanno scritto frammenti di storia.

E in questa serata ho saldato il mio conto con quel pezzetto innocente della mia vita. Senza dover cercare scuse. Senza voler cercare scuse.

Tutti abbiamo un Baglioni da qualche parte.

Il compito a cui assolvono i vari Baglioni è quello di essere lì e di raccontarci emozioni diverse, altre rispetto a quelle che ci fanno compagnia quotidianamente.

Conosciamo Marco Forconi

Marco Forconi è la voce solista che interpreta Gianni Morandi nello spettacolo musicale “Caporali Coraggiosi”

Nato a Pisa nel 1961, inizia a suonare la batteria a 9 anni e cantare come autodidatta.

A undici anni era già in una formazione di “enfant prodige” dal nome chiarissimo “i Giovanissimi” , suonando musica dal vivo nei locali con la prima band di cui facevano parte due elementi che oggi sono il Direttore del Teatro di Firenze e musicista dell’Orchestra di Vienna.

Vi racconto un particolare curioso. – racconta Marco – Per quegli anni (siamo nel 1972) eravamo una vera e propria “attrazione” e quindi ci chiamavano a suonare ovunque, dai locali da ballo ai night club. Ma essendo minorenni dovevamo sempre avere almeno un adulto in accompagnamento e tutte le deleghe firmate.

Un lungo periodo di collaborazione con l’agenzia Vegastar, lavorando a fianco di tanti artisti famosi come Carlo Conti, Giorgio Panariello, Emanuela Aureli, Niki Giustini, Cristiano Militello, Petra Magoni e molti altri, salendo su palchi importanti come La Fortezza da basso a Firenze, La Bussola in Versilia, il Casinò di Sanremo.

Marco Forconi Gianni Morandi Capitani Coraggiosi

Dagli anni 2000 la musica non era più la mia occupazione primaria e nel 2008 avevo deciso di smettere anche coni progetti estemporanei. – continua Marco Forconi – Troppa mercificazione, poca qualità, grandi proclami fatti da persone che di musica non sanno niente…etc..etc… …insomma, tanto fumo e poco arrosto. Non mi dava più emozioni.

Poi, come spesso accade nella vita, per un puro caso , nel 2017 la nascita del progetto Caporali Coraggiosi dove, oltre a cantare le canzoni di Gianni Morandi, cura in ogni aspetto : dal marketing al web.

il sogno è appena cominciato….